Registro delle firme di Gaele Covelli
Il registro delle firme (ASCKR, Fondo Gaele Covelli, b. 25, inv. 1005), appartenuto a Gaele Covelli, è particolarmente significativo per comprendere la sua rete di conoscenze e il contesto sociale e culturale in cui egli visse. Il quaderno – risalente al 1906, come indicato sulla prima pagina – copre un periodo di circa venticinque anni e conserva moltissime firme ‒ molte delle quali ancora non identificate, attribuibili, forse, a saltuari visitatori dello studio dell’artista.
La consuetudine del pittore nel registrare la presenza di ospiti presso il suo atelier è già riscontrabile in alcuni fogli sciolti del giugno del 1899 (ASCKR, Fondo Gaele Covelli, cat. IX, classe 8, fasc. 1, inv. 1007, Elenco Firme Mostra giugno 1899), presumibilmente collocati nel suo studio, in seguito alla vittoria del Concorso Baruzzi, tenutosi nello stesso anno a Bologna, con il bozzetto Idillio fugace. Ne dà conferma la firma di uno sconosciuto C. Cangrande, il quale si complimenta con l’artista per il dipinto bolognese. Tra le altre firme qui rinvenute, figurano quelle dello scrittore e giornalista Ferdinando Paolieri (1878 – 1928), del suocero di Covelli Leopoldo Tacchi – che, a quella data, conosceva già il pittore crotonese – e, infine, quella del compositore Francesco Cilea (1866 – 1950), al quale l’artista l’anno seguente regalò una riproduzione fotografica del dipinto, con dedica (esposta nella terza sezione della mostra virtuale).
Per quanto concerne il registro, si può ipotizzare che esso fosse posto nell’atelier di Covelli affinché i visitatori ‒ spesso ritratti dal pittore ‒ lasciassero traccia del loro passaggio. È altresì possibile che l’artista portasse con sé il quaderno anche durante i suoi soggiorni in altre città, come, per esempio a Reggio Calabria e a Bari nel 1922.
Le firme non seguono sempre un arco temporale lineare: alcune, presenti sui primi fogli del volume, risalgono al 1931 e al 1929; altre, immediatamente successive a queste, al 1906. Le datazioni di seguito proposte per le firme prive di indicazione cronologica sono state dunque desunte dallo studio delle date presenti sulle pagine precedenti e dal confronto con le fonti bibliografiche.
In questa sede, per la prima volta sono analizzate e rese pubbliche ‒ per ordine di importanza ‒ alcune delle pagine più rilevanti del documento, nelle quali furono registrate le firme e le dediche di artisti, musicisti, attori e politici dell’epoca, a testimonianza degli interessanti legami che unirono fra loro queste diverse personalità. Fra esse si segnalano: il fotografo Vittorio Alinari (1859 – 1932), lo storico e politico Pasquale Villari (1827 – 1917), il compositore Pietro Mascagni (1863 – 1945), gli artisti Vittorio Corcos (1859 – 1933), Ruggero Panerai (1862 -1923) e Alfonso Hollaender (1845 – 1923), nonché lo scrittore inglese Frederick Rolfe (1860 – 1913), al quale l’artista crotonese realizzò un ritratto. La presenza di diverse firme di pittori del tempo permette di ipotizzare quali fossero i circuiti espositivi frequentati in quegli anni da Covelli. Al riguardo le ricerche e lo studio di questa preziosa documentazione archivistica continueranno al fine di rintracciare le cerchie dei conoscenti e dei committenti del pittore, utili per ricostruire criticamente il suo percorso artistico.
3.
In alto, firma del politico, avvocato e studioso d’arte Giovanni Rosadi (1862 – 1925), il quale scrisse un articolo molto toccante sull’opera Verso l’ignoto, elogiando il progresso dell’artista crotonese nel disegno, nella tecnica e nel sentimento (il brano è riportato in Gaele Covelli pittore 1988, pp. 78 -79).
Al centro della pagina sono, invece, visibili le firme del noto storico e politico Pasquale Villari (1827 – 1917) e del fotografo Vittorio Alinari, che nel 1902 aveva curato la Divina Commedia novamente illustrata da artisti italiani, nell’ambito della quale Covelli illustrò il XXI canto del Purgatorio.
Ritengo che le firme risalgano al 1906 o che siano di poco successive.
4.
In alto, sulla pagina destra, è visibile la firma del compositore livornese Pietro Mascagni, con l’autocitazione musicale tratta dalla sua Lodoletta, in particolare dall’aria Flammen, perdonami, il brano più famoso dell’opera. Per la datazione della firma e della relativa autocitazione, si suggerisce il «17 IV 1917» – come riportato sul foglio sinistro – ovvero tredici giorni prima della messa in scena dell’opera, avvenuta il 30 aprile 1917 al Teatro Costanzi di Roma.
Ringrazio Fulvio Venturi per le preziose indicazioni su Mascagni.
5.
Sulla pagina sinistra, in alto, si nota la firma del noto direttore d’orchestra Leopoldo Mugnone (1858 – 1941), risalente al 1918. Egli studiò presso il Conservatorio Reale di San Pietro a Majella a Napoli, sotto Paolo Serrao (1830 – 1907), che aveva incoraggiato Covelli a intraprendere gli studi artistici (Frangipane 1933, p. 5). Mugnone aveva inoltre diretto la prima della Cavalleria rusticana di Mascagni.
7.
Sulla pagina destra, firma, con dedica, dell’attore siciliano Giovanni Grasso (1873 – 1930), cui l’artista crotonese realizzò un ritratto (pubblicato in Gaele Covelli pittore 1988, p. 159).
Grasso scrisse: «Non intendendo profanare questa casa d’arte e questo libro d’uso – Ho l’onore di depositare tutto il mio modesto – Giovanni Grasso – Firenze il giorno del mio compleanno 18 – 12 – 1907».
8.
Lo scrittore inglese Frederick Rolfe, del quale Covelli realizzò un ritratto, in basso sulla pagina destra, ringraziò l’artista, scrivendo: «Very many thanks for genial reception of a stranger – Fr Rolfe – XXVIII Dec. 1912». Una fotografia (pubblicata in Benkovitz 1986, p. 9; https://archive.org/details/ldpd_6309312_353/page/10/mode/2up?q=gaele+covelli) lo ritrae seduto sulla savonarola intento a posare per il ritratto (la cui ubicazione è attualmente ignota) eseguito da Covelli (Mileto 2022, p. 184, n. 18). Alle spalle dello scrittore, si può inoltre scorgere il Ritratto di Ida Tacchi conservato presso la Casa della Cultura di Crotone.
9.
Al centro, sulla pagina destra, la quarta firma appartiene al sovrintendente calabrese Edoardo Galli (1880 – 1956) il quale fu incaricato di stimare il dipinto Verso l’ignoto intorno al 1930 dall’amministrazione provinciale di Catanzaro, che acquistò la tela dagli eredi Fazzari nello stesso anno.
Sulla pagina sinistra, la quinta firma, in alto, è del pittore Alberto Zardo (1876 – 1959), che illustrò diversi canti per la Divina Commedia novamente illustrata da artisti italiani (1902) curata da Vittorio Alinari; impresa cui prese parte anche il pittore crotonese.
Entrambe le firme potrebbero risalire al 5 aprile 1916, data visibile in alto sulla pagina sinistra.
13.
Sulla pagina sinistra, in basso, si nota la firma dello scultore Romeo Pazzini (1855 – 1942) – databile tra il 1908 e il 1910 – , che sulle pagine del registro, compare anche una seconda volta. L’artista doveva essere vicino a Covelli già da molto tempo, in quanto il suo nome è presente anche sui fogli del 1899.
Pazzini così scrisse al pittore: «entusiasticamente ammirando due ritratti vivi, veri, splendidi: signora del Montel e Signorina Settimia Benedetti».
15.
Sulla pagina da destra, in alto, si nota la firma del fotografo Piero Alinari e, poco più in basso, le firme dei pittori Eugenio Zampighi (1859 – 1944), Vittorio Reggianini (1858 – 1938) e Corrado Sarri (1866 – 1944) quest’ultimo anche illustratore e caricaturista. Le firme potrebbero risalire al 1913.
16.
In alto, sulla pagina sinistra, firma del romanziere, novelliere, bozzettista, poeta e bibliotecario toscano Orazio Grandi (1851 – 1922).
In basso, sulla pagina destra, è visibile la firma dell’artista Vittorio Corcos.
Seguendo la cronologia delle pagine precedenti, le due firme potrebbero risalire al 1917.
17.
Seconda firma di Vittorio Corcos, al centro, sulla pagina sinistra.
In alto sulla pagina destra, è presente la seconda firma dello scultore Romeo Pazzini, che, a riguardo delle opere del maestro calabrese, così scrisse: «per la gioia degli occhi e del cuore». Anche per queste due firme propongo – per lo stesso criterio adottato in precedenza – come data il 1917.
18.
Sulla pagina sinistra, in basso, firma del pittore Tito Conti (1842 – 1924).
Sulla pagina destra, in alto, la seconda firma è del pittore Alfonso Hollaender. Quest’ultimo prese parte all’Esposizione Internazionale del Sempione di Milano nel 1906, come Covelli; entrambi gli artisti, per il tema dell’emigrazione elaborato nelle loro opere, in quell’occasione, furono notati dal critico d’arte Guido Marangoni (1872 – 1941) (Mileto 2022, p. 184).
Le due firme potrebbero risalire al 1916.
20.
Sulla pagina sinistra: «Reggio Calabria 5 dicembre 1922», anno della seconda biennale reggina.
Sempre sulla stessa pagina si segnala la firma di Antonino Anile (1869 – 1943) – letterato, anatomista e politico calabrese – risalente forse al 1923, come indicato dalla data posta sopra di essa. Non è nota la misura del rapporto di Covelli con Anile, tuttavia l’artista fu in contatto con diverse personalità calabresi di rilievo, come ad esempio Oreste Dito (1866 – 1934) – professore e preside del Liceo Classico “T. Campanella” (1909 – 1932) di Reggio Calabria – cui egli realizzò un ritratto (1924, olio su tela, Reggio Calabria, Collezione Liceo Classico “T. Campanella”), a me segnalato dalla professoressa Giuseppina De Marco che ringrazio.
Sulla pagina destra, in basso, sono visibili le firme di Donna Erminia Fazzari (colta insieme a Covelli in una fotografia riprodotta su Gaele Covelli pittore 1988, p. 223) e quella del noto politico calabrese Maurizio Maraviglia (1878 – 1955) cui il pittore eseguì un ritratto (pubblicato in Gaele Covelli pittore 1988, p. 186). Spiccano, inoltre, le firme di alcuni esponenti della famiglia Turano; la prima quella di Carlo (1864 – 1926), importante politico crotonese, già sindaco della città.
A margine della pagina destra, infine, compare la firma del commendatore Giacomo Chiuminatto (1884 – 1951) – mecenate di Covelli (cfr. Mileto 2018-2019, pp. 45, 71) – risalente al 26 agosto 1924.
Bibliografia
- J. Benkovitz, Corvo’s Death in Venice, in “Columbia Lybrary Columns”, XXV, n. 3, maggio 1986, pp. 3 – 14. https://archive.org/details/ldpd_6309312_353/page/10/mode/2up?q=gaele+covelli
- Covelli lavora, in “La Giovine Calabria”, IX, n. 42-43, 16 agosto 1911, p. 4.
- A. Frangipane, Gaele Covelli, (1872-1932), Grafiche “La Sicilia”, Messina, 1933.
- Gaele Covelli pittore 1872 – 1932, a cura di V. Cardamone e M. Uttieri, Frama Sud, Chiaravalle Centrale 1988.
- L. Mileto, Il tema dell’emigrazione e la carica sociale nei dipinti di Gaele Covelli, in Arte e politica. Opere e immagini del Risorgimento e dell’Italia unita, atti delle giornate internazionali di studio (Catanzaro, MARCA – Museo delle Arti, 3-4 giugno 2021), a cura di L. Passarelli e M. S. Ruga, Rubbettino, Soveria Mannelli 2022, pp. 181 – 191.
Fonti archivistiche
- ASCKR, Archivio Storico Comunale, Crotone
- ASCKR, Fondo Gaele Covelli, anno 1906 -1920, b. 25, inv. 1005, Registro delle firme.
- ASCKR, Fondo Gaele Covelli, cat. IX, classe 8, fasc. 1, inv. 1007, Elenco Firme Mostra giugno 1899.






















