Sezione II – La formazione tra Crotone, Napoli e Firenze alla fine dell’Ottocento
Gli anni della prima formazione di Gaele Covelli risalgono alla giovinezza, trascorsa a Crotone fino all’età di quattordici anni, quando, secondo le fonti, egli manifestò una precoce propensione alle arti disegnando e dipingendo da autodidatta. Tale inclinazione è ricordata anche dal caro amico, storico dell’arte e artista catanzarese Alfonso Frangipane che, nell’importante monografia dedicata al pittore, riportò un aneddoto tramandato dalle testimonianze cittadine crotonesi, secondo le quali l’artista sin da bambino, tra le strade della città, tracciava «con pezzi di carbone la sagoma della celebre Madonna di Capocolonna» (1933, p. 3). Una pittura murale raffigurante proprio la Vergine – ancora oggi visibile sulla parete di un edificio privato del centro storico – è la prima opera nota attribuibile al giovane Gaele.
Questa prima fase da autodidatta può essere considerata come parte iniziale della formazione del pittore, sia perché costituì un primo esercizio alle arti sia perché il contesto umile della Crotone di fine Ottocento educò il suo occhio all’osservazione di soggetti modesti, in particolare quelli appartenenti alle classi sociali più disagiate; temi cui egli dedicò anche in seguito buona parte della sua produzione pittorica. Quando il giovane artista giunse a Napoli all’età di quattordici anni per lavorare nel locale dello zio, mostrò nell’immediato il desiderio di diventare pittore e, col sostegno di don Vittorio, si iscrisse al Reale Istituto di Belle Arti di Napoli, dove tra il 1888 e il 1892 frequentò il Corso Inferiore di disegno sotto la guida di Stanislao Lista (1824 – 1908) e fra il 1893 e il 1895 il corso di pittura tenuto da Domenico Morelli (1823 – 1901).
Completata la formazione accademica, il giovane pittore presentò nel 1896 uno Studio all’esposizione della Società Promotrice di Belle Arti “Salvator Rosa” e l’anno successivo si trasferì a Firenze dove, sempre nello stesso anno e in seguito, a più riprese, nel 1899 e nel 1910, frequentò la Scuola Libera del Nudo. La sua presenza alla scuola fiorentina è comprovata dalla documentazione conservata presso l’Archivio Storico dell’Accademia di Belle Arti di Firenze (Mileto 2018-2019, p. 13) e, inoltre, dal dipinto La scuola del nudo (riprodotto su Gaele Covelli pittore 1988, p. 140), che fu esposto insieme alla tela Patriota calabrese – di cui esiste una riproduzione fotografica Brogi conservata presso l’Archivio Storico del Comune di Crotone – alla mostra della Società delle Belle Arti di Firenze nel 1898. Questi due dipinti sono significative testimonianze figurative della prima formazione del pittore in quanto uno risente della sua esperienza alla scuola del nudo e l’altro del verismo sociale risalente alla sua prima istruzione napoletana.
Fra le opere eseguite durante il periodo compreso tra la fine degli studi napoletani e il trasferimento a Firenze, figurano alcuni ritratti nei quali l’artista dà una prima prova delle sue fini abilità ritrattistiche. Tra essi si segnalano il Ritratto dello zio Domenico (1898) e il Ritratto del fratello Roberto (1890-1900), entrambi appartenenti alla collezione del Comune di Crotone. Questi ultimi due ritratti presentano uno sfondo dalle simili tonalità verdastre e brune oltre che una comune cifra stilistica nell’esecuzione degli effigiati, permettendo così di cogliere uno stile ancora poco aggiornato sulla ritrattistica toscana (cfr. Gaele Covelli. La collezione del Comune di Crotone 2018, pp. 19, 35).




