Nel 1905 Gaele Covelli sposa la figlia di un noto corniciaio fiorentino, Ida Tacchi, dalla quale si separa nel 1923. Anni dopo la morte dell’artista, la vedova, entra in contatto con l’Amministrazione comunale proponendo, in una missiva del 1 Luglio 1950, l’acquisto del suo ritratto eseguito nel 1910. Il quadro, eseguito dal Covelli come pendant del suo grande Autoritratto del 1906, ne ha infatti le stesse dimensioni, è di elevata fattura: la giovane Ida siede fiera in abito magnifico consapevole della propria prorompente femminilità, il braccio è accarezzato dalla pelliccia, il cappello piumato, alle orecchie porta le perle, la posa è morbida, lo sguardo, che rivolge allo spettatore, dolce e sicuro.
Lo sfondo sembra liberare le sfumature di colore strato dopo strato fino al punto, il volto, in cui l’artista concede la luce, come è tipico delle opere del periodo.
Testi a cura di Melissa Acquesta

