Nel 1906 Gaele Covelli è ormai un pittore, un artista. La lezione morelliana è appresa, digerita e interiorizzata da tempo, il successo di Idillio Fugace è unanime ed indiscusso, l’interesse per i ritrattisti inglesi ed americani, per i preraffaelliti, è ancora lontano e raggiunta la “ nota individuale – ci dice Frangipane – smorzato il verismo con gli apporti impressionistici…
