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In una lettera dell’8 Aprile del 1952, indirizzata al Sindaco, Ida Tacchi, vedova del Covelli, propone l’acquisto dell’ultimo ritratto del Covelli in suo possesso che raffigura il padre.

Il ritratto viene acquistato alla cifra di 150.000 L come ci informa la nota datata 17 Maggio 1952. Il 19 Maggio 1952 la Tacchi scrive una breve missiva per ringraziare degli elogi tributati al dipinto giunto a destinazione, di cui il cognato, Roberto Covelli, le ha riportato notizia: il ritratto è indubbiamente uno dei più belli realizzati dal Covelli, la qualità è altissima.

Da uno sfondo scurissimo che dà risalto alle punte di bianco di baffi e capelli, emerge la figura seduta, l’espressività del volto diventa il punto focale del quadro che invita ad un silenzioso colloquio di sguardi volgendosi il soggetto direttamente allo spettatore.

Nel 1917 Covelli gode già dei risultati degli anni di formazione a contatto con i ritrattisti Inglesi, è percepibile infatti una diversa consapevolezza nel trattare la luce nei suoi dipinti, anzi, ancora meglio, nel renderli non solo luminosi ma anche illuminati.

Testi a cura di Melissa Acquesta

Ritratto di Leopoldo Tacchi 1917

In una lettera dell’8 Aprile del 1952, indirizzata al Sindaco, Ida Tacchi, vedova del Covelli, propone l’acquisto dell’ultimo ritratto del Covelli in suo possesso che raffigura il padre.

Data1917ArtistaGaele CovelliPeriodo19 esimo secoloClassificationeOlio su TelaDimensionsecm 100x70Localizzazione tela.Share

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